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L’Under 13 torna a vincere ma non brilla

18 febbraio 2011 – Arese riesce a muovere la classifica nella quarta giornata di ritorno del girone G contro l’OSAL Novate. Tuttavia la prestazione fornita nella palestra Col di Lana è assolutamente al di sotto dello standard offerto fino ad ora dal CCSA. I ragazzi di coach Beneggi dopo la coraggiosa prestazione contro Legnano commettono l’errore di sottovalutare l’avversario di turno (sconfitto con uno scarto di 45 punti all’andata) e  approcciano malissimo la gara odierna. Novate, pur con soli 8 giocatori a referto, gioca con orgoglio ed entusiasmo e mette in difficoltà i padroni di casa. Il primo quarto si chiude sul 13 a 10 per Arese e dalla panchina l’allenatore non riesce a scuotere i suoi ragazzi. Nel secondo quarto va anche peggio perché gli ospiti continuano con un ritmo elevato ad infilare la difesa aresina e il punteggio arriva persino a segnare un 17 a 19 per Novate che, visti i valori in campo, ha del clamoroso. Per fortuna la situazione migliora con il passare dei minuti perché i ragazzi si rendono conto dei loro errori e cominciano a mettere un po’ di agonismo in questa partita.

A metà gara il punteggio è di 33 a 23 ma lo spogliatoio dei verdi è inavvicinabile, la riunione tecnica è a dir poco tumultuosa e a parlare è una persona sola: il coach palesemente insoddisfatto. Il terzo quarto vede Arese ritrovare la convinzione necessaria per affrontare degnamente una partita di campionato ma Novate resiste ancora concedendo solo 2 punti di passivo. L’allungo definitivo avviene nell’ultimo periodo, complice anche la stanchezza degli ospiti, nel quale i verdi ritrovano un po’ del gioco spumeggiante e veloce che ha caratterizzato la loro stagione. La vittoria arriva sul 87 a 57 ma è importante sottolineare che l’atteggiamento ha inciso molto più dei valori tecnici: Novate ha giocato con entusiasmo e voglia di vincere e ha messo in difficoltà Arese colmando per lunghi tratti la superiorità tecnica dei verdi. E’ importante che i ragazzi riflettano su questa prestazione perché la loro crescita non può prescindere in futuro dal saper affrontare tutte le gare con l’animus pugnandi che e’ il nutrimento di tutte le vittorie.