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NBA: il sogno è durato una sola stagione

21 giugno 2012 – L’All Star Game dello scorso sabato (leggi qui) sarà ricordato, oltre che per lo spettacolo offerto dai giocatori, anche come l’ultima partita giocata dalla Freestation NBA ad Arese. A un solo anno dalla sua costituzione, e dopo avere subito centrato la promozione in serie C nazionale, la squadra abbandona Arese, con il diritto sportivo che è stato messo in vendita. Un vero peccato perché la NBA, dopo un inizio stentato, era riuscita a riavvicinare al basket numerosi aresini tanto che, nelle ultime giornate di campionato e nelle partite di playoff, era persino difficile per il pubblico trovare posto in palestra. La breve storia della NBA è strettamente intrecciata a quella del centro sportivo, anche perché Giorgio Venturelli, presidente della squadra, fa parte anche di Intese, la società che ha in gestione il CSDA. E proprio con Venturelli ripercorriamo la stagione della NBA, dagli esordi fino al triste, ma probabilmente annunciato, epilogo. “Dal punto di vista sportivo – esordisce Venturelli – è stata una stagione fantastica. Abbiamo messo in piedi una squadra partendo da zero e, pur disponendo di ottimi giocatori, era tutt’altro che scontato che riuscissimo a centrare subito il traguardo della promozione, perché vincere non è mai facile e le squadre si dimostrano tali in campo e non solo sulla carta”.

Venturelli definisce il suo progetto come un sogno di mezza estate: “Non saprei come altro definire il nostro obiettivo – conferma il presidente della NBA –  che era quello di riportare nuovamente, dopo quasi due decenni, una squadra di Arese in un campionato nazionale. E’ stato il sogno di mezza estate mio, di Silvio Saini e di Giuseppe Gargantini. Oltre alla promozione, un’altra immensa soddisfazione di quest’anno è stata quella di vedere un’intera tribuna del palazzetto piena di bambini del minibasket per tutta la durata dei playoff: questo mi ha riempito di orgoglio perché sta a significare che abbiamo lavorato bene non solamente sul campo ma anche fuori. A questo proposito non posso che ringraziare Niccolò Facioli e Andrea Razzaboni per tutto quello che hanno fatto”. Dal sogno di mezza estate Venturelli, ma anche e forse soprattutto i tifosi che avevano iniziato a seguire con passione la squadra, si sono però risvegliati bruscamente: “Purtroppo – spiega Venturelli – la palestra non è idonea ad ospitare incontri di serie C nazionale e per ottenere l’omologazione sarebbe necessario effettuare alcuni interventi di adeguamento”.

Interventi che hanno un costo che, unito a quello necessario per affrontare il prossimo campionato, il presidente della NBA non è in grado di sostenere: “Qualche tempo fa ho letto proprio su QuiArese l’intervento di Antonio Loiero, che con Re Figeco sponsorizza la squadra di volley di Arese che quest’anno ha a sua volta ottenuto la promozione in serie B nazionale, e non posso che concordare in pieno con quanto affermava in quell’articolo (leggi qui). La cosa che mi ha fatto più male come presidente della NBA è stata il disinteresse delle istituzioni nei confronti di una società che stava riportando una squadra aresina a disputare un campionato nazionale.E’ vero che non lo avevamo ufficialmente invitato, ma mi sarebbe piaciuto che il sindaco Ravelli, che mi dicono sia un amante del basket, ci venisse almeno a vedere nella partita decisiva dei playoff. Invece sia il basket che il volley hanno ottenuto due promozioni importanti nel più completo disinteresse dell’amministrazione. Lo stesso disinteresse che hanno avuto anche le realtà imprenditoriali locali. Per queste ragioni, così come è nata, la nuova stella di Arese si è spenta dopo una sola stagione”.

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