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Cala la TIA. Rimborso IVA in standby

16 marzo 2012 – Rispettare l’ambiente a volte può tradursi in un risparmio diretto per i cittadini. La dimostrazione viene dalle tariffe Tariffa di Igiene Ambientale (TIA) che Gesem applicherà agli aresini per l’anno 2012 che, prendendo a riferimento un appartamento di 70 metri quadrati abitato da quattro persone, diminuirà di quasi il 12 per cento passando dai 190,02 euro del 2011 a 167,30 euro. Il risultato è stato raggiunto grazie alla migliore qualità dei rifiuti raccolti da Gesem, che ha visto aumentare la quota di materiale per il quale è stato possibile procedere al recupero dal 60,16% del 2010 al 63,63% del 2011 (anno di riferimento per il computo delle tariffe 2012). “Voglio sottolineare – spiega il direttore generale di Gesem Bartolomeo Zoccoli – che questo risultato non è stato raggiunto attuando una politica sanzionatoria ma che è arrivato grazie alla sensibilizzazione e alla collaborazione dei cittadini. Certo, rimane ancora molto da fare, perché come società ci siamo posti l’obiettivo di arrivare, entro quest’anno, a una quota di riciclo del 65%. Per centrare questo ambizioso traguardo agiremo ancora sulla formazione dei cittadini, promuovendo incontri e momenti di approfondimento. Il lavoro sarà, in particolare, mirato ai villaggi, che sono le aree abitative dove siamo più lontani dal nostro target 2012”.

Nel 2011 è anche proseguito il calo, in termini assoluti, di rifiuti trattati che è passato dalle 8.500 tonnellate del 2010 a 7.800 tonnellate (-8,2%). A questa diminuzione ha contribuito, per circa la metà, il calo del verde portato al Centro di Raccolta: “Ad Arese – spiega Zoccoli – era consuetudine che le aziende che praticavano il taglio dei giardini scaricassero il verde alla piattaforma ecologica. Una pratica sulla quale abbiamo ritenuto opportuno intervenire, perché a fronte del loro guadagno venivano penalizzati i cittadini che si dovevano fare carico dei costi di smaltimento. Abbiamo quindi raggiunto con queste realtà un accordo e ora provvedono in proprio allo smaltimento di quanto viene generato nei tagli. Questa operazione ci ha permesso, a partire dal 2006, di risparmiare, e quindi di fare risparmiare agli aresini, circa 46.000 euro. A noi non piace cercare spazi sui giornali per enfatizzare il lavoro che svolgiamo, ma questo credo sia un buon esempio di come operiamo e abbiamo sempre operato nell’esclusivo interesse della collettività”. Tra gli altri numeri significavi c’è il calo del 10,6 per cento della frazione indifferenziata e l’aumento, rispettivamente, del 23,3 e del 7,8 per cento della raccolta di legno e plastica.

Un altro capitolo che vede interessata Gesem è quello del rimborso dell’IVA versata negli anni passati dagli aresini contestualmente al pagamento della TIA. Già nel 2009 una sentenza della Corte Costituzionale aveva determinato che l’IVA non avrebbe dovuto essere pagata e l’argomento è tornato di attualità in questi giorni, tanto che sono stati numerosi i lettori a scriverci in proposito, con un’ulteriore sentenza in questo senso della Corte di Cassazione. Cosa pensa di fare dunque Gesem? “Innanzitutto – spiega Zoccoli – vorrei che fosse chiaro a tutti che Gesem non ha trattenuto un euro di quanto versato. L’IVA, infatti, è un’imposta e come tale noi ci siamo limitati, come ci veniva richiesto, a riscuoterla per poi versarla direttamente all’erario. Vorrei anche dire che saremmo ben felici se l’erario, tramite noi, decidesse di restituire quanto versato ai cittadini perché Gesem incasserebbe dei soldi”. Visto il nostro sconcerto Zoccoli precisa: “Purtroppo ci sono diverse situazioni, non marginali, dove le bollette non vengono onorate dagli utenti. Avendo però noi emesso il documento e quindi fatturato, siamo stati tenuti a versare comunque l’IVA all’erario anche senza avere incassato i soldi”. Ma se alla fine il rimborso dell’IVA farebbe contenti tutti, perché non vi si procede? “Perché – dice Zoccoli – manca ancora un provvedimento che disciplini i metodi, tanto che Gesem ha avuto sentenze favorevoli, l’ultima non più tardi di un mese fa, in cause che singoli cittadini le avevano intentato per ottenere il rimborso. Il fatto è che, come dicevo prima, quanto incassato in termini di IVA non è mai entrato a fare parte del patrimonio di Gesem che quindi non dispone di quei soldi. Sarà necessario perciò attendere un provvedimento attuativo che stabilisca in che maniera l’erario, al quale sono stati girati i soldi, dovrà restituire l’IVA ai cittadini e a chi l’ha versata per loro conto”.

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