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Carli: ecco perchè ho lasciato Facs

28 febbraio 2012 – A inizio febbraio, all’indomani delle sue dimissioni da Facs, Stefano Carli aveva preferito non rilasciare dichiarazioni sui motivi che lo avevano indotto a lasciare la presidenza di Fondazione. Ieri, invece, nel corso dell’incontro pubblico organizzato dal centrosinistra per discutere del Centro Sportivo Davide Ancilotto Carli ha preso la parola per spiegare le ragioni delle sue dimissioni. Che in sostanza, nel racconto del presidente uscente di Fondazione, sono riconducibili alla situazione di impasse che si era venuta a creare e nel mancato intervento del commissario prefettizio a sostegno della strada scelta da Facs. “Già dopo un mese di attività mia e del direttivo – ricostruisce Carli – ci siamo ritrovati a convenire sul fatto che il rapporto tra Intese e Fondazione ci lasciava perplessi”. Da qui la richiesta ai consulenti legali di Fondazione di valutare il rapporto in essere con Intese.

“Abbiamo chiesto al partner privato – continua Carli – una serie di documenti e rendiconti che non ci sono stati consegnati e, in conseguenza di questo, abbiamo deciso, dopo avere avuto un parere positivo dai nostri avvocati, di far decadere il rapporto con Intese notificandole l’atto nel quale le si intimava di lasciare il Csda”. Stessa sorte era stata poi riservata alle associazioni che avevano vinto la manifestazione di interesse dell’agosto 2011 e cioè Aresenuoto e Nba. Intese però ricorre al Tar e questo determina, a partire da dicembre, una situazione di stallo nella quale Facs si ritrova nell’impossibilità di operare: “In quella situazione – dice Carli – non eravamo in grado di gestire le strutture, incassare i canoni e definire una politica sportiva”. La situazione era però nota già a settembre, quando Carli e il consiglio di indirizzo erano stati nominati. Perché quindi accettare la candidatura? La spiegazione di Carli è abbastanza sorprendente e chiama in causa direttamente la vecchia giunta: “A quell’epoca – racconta Carli – avevamo ricevuto garanzie dalla giunta allora in carica che Facs sarebbe rientrata in pieno possesso del centro sportivo e stavamo elaborando un progetto su come gestirlo. Poi è successo quello che sappiamo ed è stato nominato il commissario prefettizio che ha bloccato tutto preferendo agire di rimessa e lasciando a Intese il Csda”. Da qui l’impasse che ha poi portato alle dimissioni di presidente e consiglio: “Francamente – conclude Carli – la decisione del commissario di non procedere alla notifica di un provvedimento di rilascio del centro sportivo ci ha sorpresi perché da lui ci saremmo aspettati un pieno appoggio alle nostre azioni. Quando abbiamo constatato di essere rimasti soli, non ci è rimasta altra strada se non quella delle dimissioni”.

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