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Csda, la vicenda approda in tribunale

07 maggio 2013 – Mentre domani, in seduta pubblica ma senza dare alcuna pubblicità alla cosa, il Comune aprirà le buste con le offerte tecnico-economiche dei soggetti interessati a prendere in gestione il Centro Sportivo Davide Ancilotto, la tormentata vicenda ad esso collegata subisce un’inattesa accelerazione anche in sede giudiziaria. Si è infatti appreso che il prossimo giovedì 16 maggio il Comune sarà chiamato a comparire davanti alla Prima Sezione Civile del Tribunale di Milano, dove si dovrà difendere in un procedimento cautelare d’urgenza (ex art. 700 Cpc) promosso da Intese, la società che tre anni fa aveva avuto in gestione il Csda, con procedura analoga a quella che si sta utilizzando in questi giorni per la nuova assegnazione, e dal quale era successivamente stata estromessa con il recesso unilaterale del Comune dalla convenzione con Facs. L’amministrazione comunale, nella delibera commissariale Numero 99, conferma la sua volontà di fare resistenza all’atto e provvede a stanziare 4.000 euro per la nomina di un legale che tuteli i suoi interessi.

Ma su quali basi è stato presentato il ricorso di Intese? La delibera commissariale non lo specifica, mentre la società, pur non entrando nei dettagli, fornisce qualche informazione in più. “Intese – spiega suo procuratore unico Alessandro Chiappini – intende agire a tutela dei suoi interessi in tutte le sedi che ritiene competenti, e quindi i tribunali civili, penali e amministrativi. E verso tutti coloro che, nel presente o in futuro, lederanno i suoi diritti. Questo perché le azioni prese dagli ultimi tre governi cittadini, escludendo la parentesi del commissario Chiodi che sul Csda non intervenì, si sono comportate in maniera estremamente contraddittoria tra loro, ledendo gli interessi di Intese”.

La spiegazione del perché il ricorso di urgenza sia stato presentato ora è tecnica, e in realtà non sembrerebbe avere nulla a che fare con la nuova assegnazione della struttura: “Da qualche giorno – spiega Chiappini – nel centro sportivo sono iniziati dei lavori che potrebbero danneggiare opere realizzate da noi o materiali di nostra proprietà contenuti all’interno del Csda. Intese non è stata informata dei lavori e non ha nemmeno avuto modo di entrare nella struttura per valutare che gli interventi non danneggiassero sue proprietà. Se, quindi, prima dell’inizio dei lavori la situazione era di stallo, con il loro inizio si concretizza un primo danno potenziale a Intese, che si è quindi tutelata con un procedimento cautelare d’urgenza. Sottolineo anche che, a oggi, nessun giudice si è ancora espresso in merito alla legittimità dell’azione che estromise Intese dal Csda. Ma questo è un altro capitolo della vicenda”. Oltre all’azione in sede civile Intese ha anche provveduto a notificare a Tea, la società che sta effettuando i lavori nell’ambito di quanto contemplato dall’Accordo di Programma per l’area ex Alfa, una diffida a effettuare interventi che potrebbero ledere i suoi interessi.

A margine di questo procedimento, si registra anche un’altra novità sul piano giudiziario correlata alla vicenda del centro sportivo. Il Comune, infatti, visto il parere favorevole espresso dall’avvocato Ollari, ha deciso di intraprendere un’azione di responsabilità a carico degli amministratori di Facs, per le modalità con le quali consegnarono il centro sportivo a Intese (leggi qui).

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