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Dimezzati i postini, consegna a giorni alterni?

23 aprile 2018 – La comunicazione ufficiale di Poste Italiane dice che “l’adeguamento di alcune vecchie normative (…) consente di svolgere un servizio di recapito sempre più efficace e tempestivo con elevati standard di qualità”. La realtà, però, dice che ad Arese la posta verrà consegnata probabilmente a giorni alterni da metà del personale. E che all’interno di corti e villaggi i postini non dovrebbero più entrare. Nel volantino in distribuzione in questi giorni, infatti, si legge che “il livello di tale servizio (…) è possibile solo nei casi in cui l’accesso allo stabile e l’allocazione delle cassette rispondano a precisi standard”. Chi ha ricevuto il documento scopre anche che Poste segnala che “la consegna al suo civico non rientra in questa casistica e che quindi si crea una difficoltà oggettiva nell’effettuare la consegna della corrispondenza in quanto le cassette delle lettere sono collocate all’interno della proprietà”. La comunicazione si chiude con la speranza di una collaborazione da parte dei cittadini.

Che cosa accada nell’immediato, di concreto, non è chiaro. Ciò che è lampante è invece la volontà di ridurre il percorso degli addetti alla consegna. Con quali tempistiche nel documento non è specificato. In fondo al volantino compare il numero da chiamare per avere chiarimenti. Secondo la testimonianza di un cittadino che ha parlato con il responsabile del CPD (Centro Primario di Distribuzione) di Rho, dal 16 di aprile, nell’ambito di una riorganizzazione dei processi di lavorazione, il numero dei “postini” che servono la zona sarebbe stato dimezzato, passando da otto a quattro. Per questo a ognuno dei “superstiti” il carico di lavoro sarebbe raddoppiato e sempre per questo motivo la consegna della posta sarebbe ora prevista a giorni alterni. Per quanto riguarda la distribuzione all’interno di corti e condominii c’è l’intenzione di non farla più, chiedendo l’installazione di cassette postali agli ingressi comuni.

Se questo è seccante per un villaggio o un condominio, diventa più complicato per le corti non raggruppate in condominio, dove mettere d’accordo tutti i proprietari e/o gli affittuari può diventare un’impresa, così come individuare un muro, presumibilmente privato, su cui effettuare l’installazione delle cassette. Per altro, sul volantino si riporta anche l’articolo 21 del decreto ministeriale di ottobre 2008 che regola il servizio di recapito e che recita così: “Le cassette devono essere collocate al limite della proprietà, sulla pubblica via o comunque in luogo liberamente accessibile”, cosa che spesso è una realtà nelle corti, dove in assenza di cancello a nessuno – tanto meno al postino – è vietato entrare. Ma alle Poste la distinzione tra condominio e corte aperta non sembra avere alcuna importanza. Per tutti, comunque, disagi assicurati.

 

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