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Fornaro: le motivazioni del Riesame

26 novembre 2011 – Il tribunale del Riesame ha pubblicato le motivazioni in base alle quali ha respinto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari presentata dai legali del sindaco Gianluigi Fornaro, che si trova in stato di fermo ormai dallo scorso 22 settembre. Oltre a Fornaro, il riesame ha confermato i domiciliari anche Enrico Carlo Brambilla, il legale rappresentante della Sige mentre aveva già revocato la misura restrittiva agli altri tre indagati, il consigliere comunale di Lainate Mauro Cattaneo e i due dirigenti di Unogas Pierpaolo Costa e Fabio De Martini. Nelle motivazioni depositate dal Riesame si legge che “C’è un concreto pericolo di inquinamento probatorio se si considera che si tratta di un’indagine complessa, che coinvolge numerose persone”. Secondo i magistrati che hanno respinto la richiesta di revoca dei domiciliari “Fornaro potrebbe avvicinare coindagati o testi per rendere dichiarazioni a suo favore o concordare versioni, o intervenire su documenti non ancora acquisiti”.

Non viene, invece, considerato determinante il fatto che Fornaro sia stato sospeso dal prefetto dalla carica perché, scrivono i giudici del Riesame, “Il fatto che Fornaro sia stato sospeso dalla carica di sindaco non elimina il pericolo di recidiva: questo genere di reati potrebbe essere commesso anche senza la carica di pubblico ufficiale, ad esempio con condotte concorsuali con chi riveste detta qualifica”. E, forse, proprio quest’ultima frase potrebbe spiegare la differenza di trattamento tra i due politici coinvolti nell’inchiesta. Secondo quanto inizia a filtrare dall’indagine, infatti, a differenza di quanto successo per Cattaneo le perquisizioni effettuate dalla Guardia di Finanza a casa e negli uffici di Fornaro non avrebbero portato all’acquisizione di materiale probatorio, con l’impianto accusatorio che per il sindaco di Arese si basa sulle sole intercettazioni telefoniche.