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Fornaro patteggia, 372mila euro confiscati

09 febbraio 2012 – Contro ogni previsione, oggi l’ex sindaco Gianluigi Fornaro ha potuto patteggiare la pena nel processo che lo vedeva imputato di concorso in emissione di fatture false, truffa aggravata, turbata libertà degli incanti e corruzione. Il risultato è costituito dalla confisca di beni personali fino a un ammontare di 372mila euro e dall’affidamento in prova ai servizi sociali per un anno e otto mesi. Dalla pena concordata in due anni sono infatti stati sottratti i quattro mesi che Fornaro ha già passato agli arresti domiciliari. L’ex sindaco è così tornato in libertà, anche se gli è stato ritirato il passaporto e non potrà espatriare. Nell’udienza tenuta davanti al giudice per l’udienza preliminare (Gup) Andrea Salemme ci si attendeva la prosecuzione del processo con rito abbreviato, dopo che il Gup Luigi Gargiulo, lo scorso 25 gennaio, aveva rigettato al richiesta di patteggiamento (leggi qui).

Le motivazioni del rifiuto sembra fossero legate al calcolo della pena proposta. Secondo Fornaro, i suoi legali e i pubblici ministeri (Pm), questa andava definita partendo dal reato, tra quelli contestati, con la pena minima più elevata, mentre a parere del Gup si sarebbe dovuti partire dal reato con la pena massima più elevata. Ieri, Il Gup Salemme avrebbe ravvisato, di sua iniziativa, un errore di interpretazione da parte del collega, che avrebbe ignorato alcune sentenze della Corte di Cassazione coerenti con l’interpretazione di Pm e difesa, e ha quindi disposto per oggi una nuova udienza di convalida del patteggiamento.

Abbiamo contattato telefonicamente Fornaro per avere un commento a caldo. L’ex sindaco si è dimostrato come sempre disponibile, anche se a poche ore dal ricevimento della notizia non è stato in grado di fornire informazioni più dettagliate: “In questo momento sono ovviamente frastornato,” ha detto Fornaro con un tono di voce evidentemente emozionato. “Nel primo pomeriggio ho ricevuto la telefonata dei miei legali che mi comunicavano che il Gup Salemme aveva accettato la richiesta di patteggiamento e che a breve sarebbero arrivati i Carabinieri per farmi firmare una serie di carte inerenti il mio rilascio. Non avendo ancora visto gli avvocati, non sono in grado di fornire ulteriori dettagli, cosa che potrò fare la settimana prossima quando disporrò di tutta la documentazione. Vi prego di comprendere, ma in questo momento preferirei non aggiungere altro. Voglio solo abbracciare la mia famiglia che mi ha sostenuto e mi è stata vicina in questi quattro mesi. Per me, persona normale che si è trovata catapultata in una situazione che normale non è, sono stati veramente terribili“.

All’udienza di oggi si è costituito come parte civile il Comune di Arese, che in presenza di patteggiamento non può però ottenere risarcimenti per danni. Al Comune verranno rimborsate solamente le spese legali sostenute. In attesa di conoscere nei dettagli la sentenza e le sue motivazioni, qualche perplessità l’ha destata anche l’affidamento ai servizi sociali come misura alternativa alla carcerazione invece che la concessione della condizionale. vedremo se quando verranno rese pubbliche le carte si saprà meglio quali sono le motivazioni che hanno portato a questa decisione.

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