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Omicidio volontario per l’assassino di Roberta

02 febbraio 2012 – E’ una sentenza importante quella emessa ieri dalla Corte di Appello di Milano: l’assassino di Roberta Caracci, l’aresina di 24 anni investita il 31 ottobre 2008 a Ospiate, è stato condannato a 14 anni di carcere per omicidio volontario. In primo grado Alessandro Mega, 31 anni, era stato condannato a quattro anni per omicidio colposo, pena di cui era stata confermata la richiesta dal sostituto procuratore. I giudici hanno però valutato con severità la situazione: Mega era al volante privo di patente, sotto l’effetto di stupefacenti e dopo avere assunto un sonnifero. Da qui la condanna esemplare.

Nel definire i 14 anni di reclusione, i giudici hanno tenuto conto del rito abbreviato in corso, che prevede lo sconto di un terzo della pena, e dei precedenti che l’uomo aveva già accumulato:  una condanna a quattro mesi per guida in stato di ebrezza e sotto l’effetto di stupefacenti. Questa sentenza supera anche le richieste fatte due anni dal pubblico ministero, che aveva invocato nove anni e quattro mesi, sempre per omicidio volontario.

L’applicazione di questo capo di imputazione, al posto dell’omicidio colposo, non è frequente e solo a febbraio dello scorso anno la Cassazione si era espressa in merito alla possibilità di ricorrervi, specificando però che la cosa è fattibile solo in casi di estrema gravità. Come quella riconosciuta nel caso di Roberta.

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