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Tribunale di Rho: sindaci in trincea

28 novembre 2011 – La decisione del presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro di chiudere le sedi distaccate di Rho, Legnano e Cassano d’Adda sta provocando una vera e propria sommossa dei sindaci dei comuni che gravitano su questi tribunali, tra i quali c’è anche Arese che si appoggia al distaccamento di Rho. “I primi cittadini dei tre comuni che ospitano una sede distaccata del Tribunale di Milano – dice il vicesindaco Carlo Giudici – hanno chiesto un appoggio a tutti i sindaci dei comuni che utilizzano queste sedi per intraprendere una serie di azioni che possano scongiurare il loro spostamento dal territorio”. La prima decisione presa è stata quella di presentare ricorso al Tar contro la decisione della Pomodoro, che prevede che entro il prossimo primo di dicembre tutte le nuove cause civili e i procedimenti penali dovranno essere indirizzati al Tribunale di Milano, al quale dovranno essere spostate anche le cause già in corso.

Nella ristrutturazione intrapresa dalla Pomodoro, le sedi distaccate dovrebbero rimanere competenti solo per i servizi riguardanti i procedimenti di esecuzione mobiliare e di volontaria giurisdizione, in pratica solo il dieci per cento di quanto oggi viene fatto nelle sedi distaccate. I sindaci, come spiega Giudici, contestano alla radice le motivazioni portate dal presidente del Tribunale di Milano per giustificare questa scelta: “La dottoressa Pomodoro dice che al Tribunale di Milano mancano magistrati e che quindi la soluzione è quella di spostarli dalle sedi locali a quella centrale. E’ una decisione di cui non cogliamo il senso, perché questi magistrati si sposterebbero contestualmente alle cause che stanno seguendo e non rappresenterebbero quindi una nuova forza lavoro per Milano. Per contro, tutti i cittadini che devono ricorrere al tribunale si vedrebbero penalizzati perché, anziché rivolgersi alla vicina Rho, dovrebbero necessariamente andare a Milano”. A conferma di quanto affermato da Giudici c’è il fatto che il Tribunale di Rho risulta essere uno dei più frequentati d’Italia e uno spostamento a Milano andrebbe probabilmente a peggiorare ulteriormente la congestione del tribunale del capoluogo. Un altro degli aspetti contro il quale puntano il dito i sindaci è quello economico, perché le strutture tribunalizie rimarrebbero infatti aperte e gli enti locali dovrebbero sostenere le stesse spese che sostengono oggi per fare funzionare questi tribunali al dieci per cento delle loro potenzialità e senza un vero servizio reso ai cittadini.