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Un progetto di crowfunding per la storica palestra dell’Hana Wa. Curci: “Ripartiamo insieme”

28 maggio 2021 – “Avrei potuto chiudere la palestra almeno dieci anni fa quando è iniziata la crisi del 2009. Ma non ho voluto farlo, ho preferito continuare a investire. Perché? Perché io credo fermamente nell’Hana Wa come progetto rivolto ai bambini e ai ragazzi, innanzitutto. E lo stesso farò adesso, nonostante l’impatto della pandemia: andremo avanti per la comunità”. Si avverte una determinazione che va oltre le parole misurate a una una in quello che racconta Leonardo Curci, fondatore della Palestra Hana Wa, per una manciata di metri nel comune di Terrazzano di Rho. Ma le passioni non seguono le linee rette del catasto. E così, nell’immaginario della nostra comunità l’Hana Wa è e resta di Arese, dal 1978.

“Il mio staff ed io abbiamo educato ai valori dello sport, delle arti marziali, del benessere psicofisico migliaia di giovani di questo territorio”. Il 24 maggio la palestra ha riaperto, alcune attività sono andate avanti in remoto, ma la ripartenza è in salita e questa volta è la comunità che si è sentita chiamata a dare un mano. Qualche mese fa, infatti, è nato un comitato Areseformaestrocurci (clicca qui) che ha lanciato una operazione di crowdfunding per supportare la ripartenza della palestra. Ne fanno parte cittadini, uomini e donne di ogni età, che hanno avuto modo di frequentare l’Hana Wa, per le arti marziali, per il krav maga, per la danza, per la sala pesi. O per una delle tante iniziative a favore della collettività che hanno avuto anche il patrocino del comune di Arese, come Donne in Difesa, un progetto di sei mesi sostenuto tra gli altri dall’assessore allo sport Roberta Tellini, che aveva l’obiettivo di trasmettere elementi di difesa personale alle donne di ogni età, gratuitamente.

Leonardo Curci, classe 1956, arriva ad Arese nei primi anni Settanta per aprire una sua palestra negli spazi dei Salesiani, nei locali dell’ex Jolly Sub. “Poi – racconta Curci – dopo tre anni il papà di un allievo mi segnala un capannone, ai piedi del ponte che collega Arese a Terrazzano. Con i soldi che avevo messo da parte in uno dei tanti lavori da ragazzino, perché non provengo da una famiglia ricca, lo ristrutturo completamente”. L’inaugurazione è nel 1978, alla presenza del sindaco di Arese di allora. ”Nei primi anni, con 500 iscritti, perlopiù bambini, eravamo tra le prime dieci associazioni sportive in Italia. Non mi sono più fermato, e sempre con un obiettivo: mettere lo sport e le arti marziali al servizio dei giovani e della comunità”. A questa visione si deve, per esempio, anche la costante partecipazione alle edizioni dell’evento Trofeo di Arese, che negli anni ha sempre visto la partecipazione di migliaia di famiglie, tra sport e condivisione. “Sono un Maestro ottavo Dan (la gerarchia dei gradi in karate arriva a dieci, ndr), potrei insegnare dalle cattedre universitarie. Ma la mia missione è aiutare a crescere bambine e bambini e diffondere la cultura dello stare bene, nel fisico e nelle mente. E con il fermo forzato della pandemia ne ho preso ancora più coscienza. Ripartiamo, insieme”.

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