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M5S: “No al raddoppio del centro commerciale, ipotizzate mitigazioni ambientali sono solo palliativi”

23 giugno 2021 – “Si ripropone il raddoppio delle superfici commerciali e pista da sci, ignorando la qualità dell’aria e la salute dei cittadini”. E’ questo il netto commento del Movimento 5 Stelle aresino (nella foto la capogruppo in consiglio comunale, Michaela Piva) al documento di scoping che illustra l’Atto Integrativo dell’Accordo di Programma per l’area ex Alfa. “Il documento – prosegue il M5S – ignora completamente il monito della commissione europea, che si è espressa sia nel 2018 che nel 2019 contro il progetto, invitando le autorità nazionali, regionali e locali, ovvero i Comuni di Arese, Garbagnate e Lainate, a evitare che ‘vengano sacrificati tanti ettari di territorio (…) al solo scopo di coronare un ambizioso piano di espansione a fini commerciali e ludici’, in quanto incurante delle ricadute per l’ambiente e la salute pubblica, sottolineando quanto ‘il deterioramento inconfutabile della salute della popolazione è in stretta connessione con le politiche regionali di cementificazione e urbanizzazione, esasperate da un modello di sviluppo economico che punta sul trasporto e mobilità stradale'”.

“Il piano – prosegue il Movimento 5 Stelle – riconferma il raddoppio di superfici commerciali, 87.500 metri quadrati in più rispetto ai 90.000 attuali, oltre alla pista da sci indoor, ovvero destinazioni d’uso altamente attrattive di veicoli, in una zona fortemente messa in crisi dall’attuale centro commerciale. La variante proposta non rispetta i principi di mix funzionale polivalente richiamati all’articolo 3 dell’AdP sottoscritto nel 2012 ovvero ‘basato sulla compresenza di insediamenti produttivi, direzionali, commerciali, ricettivi e residenziali’. La parte commerciale non dovrebbe comparire, in quanto è già stata realizzata, inoltre raddoppiarne le superfici è un fattore di rischio soprattutto dal punto di vista occupazionale, in quanto qualora tale funzione dovesse entrare in crisi, ne risentirebbe gran parte del piano”.

Il focus del Movimento 5 Stelle è principalmente sulla qualità dell’aria: “Il documento di scoping – sostengono i pentastellati – dà una visione d’insieme delle tematiche che ruotano in generale intorno ad una qualsiasi VAS, mentre dovrebbe essere incentrato sulla problematica più importante: la qualità dell’aria. La criticità maggiore di qualsiasi centro commerciale è il traffico, perché provoca inquinamento dell’aria e peggiora la qualità di vita delle persone che abitano nei pressi e delle persone che ignare si mettono ogni fine settimana in coda in auto aspettando di parcheggiare e inalando nanoparticelle, ossidi di azoto, e ozono. Questo aspetto, così importante ed invasivo, non viene adeguatamente messo in luce dal documento di scoping. Il focus del prossimo rapporto ambientale e dei conseguenti interventi di mitigazione non può che essere una seria e approfondita indagine sulla qualità dell’aria durante questi primi cinque anni di funzionamento del centro commerciale, perché stiamo aggiungendo, addirittura raddoppiando, superfici commerciali e se non ha funzionato la pianificazione del traffico prima, non funzionerà neanche dopo. E’ riduzionista basare le osservazioni sulla qualità dell’aria in un contesto simile su medie provinciali e sulla rete di rilevamento esistente, che è stata studiata per tenere sotto controllo la situazione dell’area metropolitana, non certo la situazione puntiforme di un centro commerciale con migliaia di accessi e traffico congestionato ogni fine settimana. Tenuto anche conto che la centralina Arpa è stata staccata a luglio 2018, i monitoraggi post-operam non hanno un dato confrontabile su cui basarsi”.

Secondo il Movimento 5 Stelle i successivi studi dovrebbero basarsi su rilevamenti ad hoc della qualità dell’aria, da condursi nelle situazioni peggiori e non migliori, ovvero nei fine settimana, nei periodi di inversione termica e negli orari di punta: “Solo il comune di Rho – spiega il M5S – ha chiesto rilevamenti ad ARPA Lombardia con stazioni mobili, ma i monitoraggi effettuati in via Settembrini a Passirana non sono significativi, in quanto sono stati eseguiti durante il lock-down, con il fermo della circolazione, oltre alla chiusura della grande struttura di vendita nei week end e al blocco della circolazione fuori dai perimetri comunali”.

Difficile, per il Movimento 5 Stelle, che a fronte degli ipotizzati sviluppi, possano essere attuate delle misure compensative adeguate: “Tutti gli elementi – conclude il M5S – di qualificazione ambientale risultano palliativi che si scontrano con la realtà di un’area altamente congestionata dal traffico che insiste intorno al centro commerciale. I corridoi ecologici disegnati sono nella realtà interrotti dalla viabilità e dalle colonne di traffico che si creano, e che a maggior ragione si formeranno, attorno all’ulteriore sviluppo di aree commerciali. La de-impermeabilizzazione dell’area accennata nel documento non è definita, dal momento che l’area verde indicata non rappresenta dove saranno collocati i parcheggi, ne viene precisato nel testo del documento: qualora fossero a raso il verde rappresentato nel masterplan perderebbe significativamente peso e qualora fossero interrati non sarebbe un verde di qualità. La rete viabilistica non è sufficiente e non è risolutivo aumentare le intersezioni di accesso: se i veicoli attratti saranno il doppio, in relazione al raddoppio di superfici commerciali, non servirà aumentare i punti di accesso all’area, servirebbe un’ulteriore rete viabilistica, ma non c’ è spazio così come non c’era in precedenza. La sostenibilità non può essere delegata esclusivamente all’architettura degli edifici, la sostenibilità è un concetto più ampio che non può esimersi dal valutare le ricadute di traffico che comportano ulteriori superfici commerciali e ludiche di massa basate sull’attrazione di veicoli”.

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