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Adp: Aresefuturo annuncia suo ricorso Tar

15 marzo 2013 – “La maggior parte dei partiti aresini sosteneva che, arrivati a questo punto, non fosse più possibile non firmare l’Accordo di Programma. Noi non eravamo d’accordo, abbiamo parlato di un ricorso al Tar e tutti ci hanno preso in giro, sostenendo che non lo avremmo mai fatto. Oggi siamo qui a dirvi che noi quel ricorso lo abbiamo fatto, e lo abbiamo notificato”. Sono queste le parole con le quali Andrea Costantino, presidente di Aresefuturo, ha aperto ieri sera la conferenza stampa dove ha, appunto, annunciato il ricorso presentato dall’associazione al Tribunale Amministrativo per bloccare l’Accordo di Programma. “Voglio ringraziare – ha proseguito Costantino – tutti quei simpatizzanti che hanno contribuito economicamente alle spese legali. Abbiamo provato a chiedere il sostegno anche dei commercianti, sui quali la presenza di un centro commerciale impatterà notevolmente, ma li abbiamo trovati disinformati e non consapevoli di quello che potrebbe accadere alle loro attività”.

Sulle motivazioni che stanno alla base del ricorso, Costantino ha preferito mantenere per il momento un certo riserbo, lasciando trapelare solo qualche informazione generale: “Il dato di fatto – sostiene il presidente di Aresefuturo – è che noi, il Pd e quasi tutti gli altri partiti presenti alle passate elezioni avevamo ai primi punti dei nostri rispettivi programmi il no a questo Adp. Per contro le forze politiche che lo sostenevano sono state punite dagli elettori. Il commissario prefettizio, scegliendo di firmare l’Accordo di Programma, non ha quindi tenuto conto della volontà espressa dagli aresini con il loro voto. A questo va aggiunto che la giunta era caduta proprio su un argomento politico, e cioè la necessità di firmare o meno l’AdP. Secondo noi, quindi, il commissario non si è limitato alle scelte amministrative ma ha preso anche decisioni politiche, esercitando un mandato che non ha. E questo è uno dei punti contenuti nel nostro ricorso al Tar”.

Aresefuturo ha anche espresso il suo punto di vista sulla tanto discussa nuova viabilità: “Di questo argomento – dice Costantino – ne discutono tutti e se ne discute tutti i giorni. Ma mi sembra che nessuno colga il vero punto della questione. Il problema non è, come si vuol far credere, a valle ma è a monte: se non ci fosse il centro commerciale non ci sarebbe nemmeno bisogno di modificare la viabilità con tangenzialine o diametraline”.

Sulle possibili alternative per l’area ex Alfa Romeo, Costantino ribadisce quanto la sua associazione aveva proposto durante la passata campagna elettorale: “Quell’area – prospetta il presidente di Aresefuturo – potrebbe diventare il distretto della Green Economy. Significherebbe portare professionalità qualificate, creando lavoro che generi valore aggiunto per la zona. Quello che, malgrado tutto, un centro commerciale non può dare. C’è poi un altro aspetto della vicenda da tenere in considerazione che è quello della destinazione che ha quell’area, che è industriale. L’attuale AdP prevede, invece, cambi di destinazione, che dovranno essere accordati sia per la struttura di vendita che per il residenziale”.

La conclusione di Costantino è dedicata alle altre forze politiche locali: “Il dato di fatto – conclude il presidente di Aresefuturo – è che noi siamo l’unico partito aresino che ha dimostrato di essere realmente contrario a questo Accordo di Programma. A parole lo erano praticamente tutti, ma gli unici atti concreti li abbiamo fatti noi. E se ci fate caso oggi nessuno, a partire dal Pd, mette più in discussione il progetto, che viene dato per scontato che si farà. Con tutte le conseguenze negative che avrà per gli aresini sul piano del deprezzamento dei loro immobili e del traffico che attraverserà la città, generando un inquinamento le cui conseguenze sulla salute si faranno certamente sentire”.

Con quello di Aresefuturo salgono così a quattro i ricorsi al Tar a oggi noti. Oltre a quello dell’associazione ci sono, infatti, i ricorsi di Rottami Metallici Italia Spa, di Real Estate Milano Srl e quello, emerso negli ultimi giorni, di Fiat Partecipazioni. Di nessuno di questi si conoscono comunque ancora le motivazioni alla base del ricorso.

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