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Augurusa: “Il Csda lo sistemeremmo così”

28 febbraio 2012 – Inserire il Centro Sportivo nel piano triennale per le opere pubbliche, accedere al credito sportivo tramite il Coni e, siccome si tratterebbe comunque di accendere un mutuo e in tempi di patto di stabilità la cosa non è semplice, utilizzare a garanzia di copertura quanto può offrire in termini economici il nuovo Accordo di Programma per l’area ex Alfa. E’ questa, in sintesi, la ricetta presentata ieri sera, nel corso del secondo incontro “Verso le elezioni”, dal candidato del centrosinistra Giuseppe Augurusa per rinnovare le strutture e garantire un futuro al Centro Sportivo Davide Ancilotto. E poi una gestione degli ambiti sportivi affidata a una polisportiva, con l’amministrazione, Facs o qualcosa di simile a Fondazione a tirare le fila e a garantire le manutenzioni. Perché comunque, almeno nel centrosinistra, nessuno crede che un centro sportivo a disposizione dei cittadini sia in grado di generare ricavi in grado di coprire tutti i costi.

“Prima del conferimento a Intese – analizza Augurusa – nel Csda praticavano una qualche attività sportiva circa 2.500 persone che generavano un fatturato intorno ai 900.000 euro all’anno. Con questa cifra si riuscivano a coprire i costi diretti generati delle attività ma l’anno si chiudeva con un pesante passivo per i costi di gestione della struttura che, tra manutenzioni e riscaldamento, sono di circa 1.000 euro al giorno”. Al di la di quello che sarà l’assetto futuro, c’è comunque una situazione contingente da sistemare e Augurusa chiude tutte le porte a Intese, la società che oggi gestisce il Csda: “Lo dico chiaramente, l’amministrazione deve riprendere possesso del centro sportivo perché è un luogo pubblico che oggi, di fatto, è stato a tutti gli effetti privatizzato”. Ad Augurusa non è piaciuto più di tanto il comportamento del commissario, che a suo parere ha agito di rimessa limitandosi a richiedere un parere legale sul ricorso di Intese al Tar: “Il commissario avrebbe dovuto agire, seguendo il codice civile, in termini di azione possessoria, perché più il tempo passa e più difficile diventa salvare il centro e le attività che vi si svolgono. Quello che avremmo voluto facesse era un atto per riportare immediatamente il Csda in ambito pubblico”.

E poi il leader del centrosinistra torna sulla necessità di procedere al commissariamento di Facs: “Solo così sarebbe possibile finalmente guardarci dentro e capire quale è la reale situazione debitoria e ipotizzare delle soluzioni. Un’altra cosa, questa, che avremmo voluto che il commissario prefettizio facesse ma che non ha fatto. Riteniamo infatti che il ripristino del direttivo di Facs in queste condizioni sia assolutamente inutile”. Tra l’immediato e il futuro ci sono però delle stagioni sportive alle quali deve essere garantita continuità: “Non c’è dubbio – dice Augurusa – che la fase transitoria vada gestita in maniera tale che chi oggi pratica sport nel Csda possa continuare a farlo. E questo si realizza consentendo alle società sportive che stanno operando ora di poter continuare a gestire gli ambiti per i quali avevano avanzato un’offerta lo scorso mese di agosto”. Augurusa infine, sollecitato da una domanda giunta dal pubblico, non esclude nemmeno un’azione legale con la quale chiedere i danni a chi il centro lo ha gestito: “In questi mesi sono state fermate delle attività e il numero di soci è diminuito. Chiederemo alla Corte dei Conti se c’è stato un danno erariale e, in caso di parere positivo, procederemo verso gli amministratori che lo hanno causato”.