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Bettinardi e Rapetti: architetti contro…3!

08 novembre 2011 – Una volta si diceva promesse da marinaio…oggi potremmo dire promesse da architetto, visto che, contrariamente da quanto affermato da entrambi, al dibattito tra Bettinardi e Rapetti si aggiunge un altro capitolo con questo nuovo intervento di Giuseppe Bettinardi! La palla ora è nel campo di Rapetti…L’argomento comunque è importante per la nostra città e quindi ben vengano ulteriori interventi e approfondimenti.

La giornata è grigia e piovosa, un’invito a restare in casa e dare due precisazioni al collega Rapetti che non conoscevo ma a forza di parlare con lui tramite QuiArese spero di incontrare come “leale” avversario politico. Ho apprezzato le sue parole di chiarimento per questo epistolare confronto, non considerato un’attacco personale o professionale nei miei confronti ma un confronto tra culture diverse di interpretare l’amministrazione pubblica. Unico invito ad una più attenta riflessione prima di utilizzare certe similitudini, considerate dallo scrivente del tutto fuori luogo e non serve Wikipedia per capire che era una metafora ma le armi lasciamole stare.

Inoltre, chiedo lealtà intellettuale perché non è corretto sviare i lettori anche se si dichiara di essere “casualmente architetto”, solo perché non ha ancora compreso che nessun errore ho fatto nell’analizzare i dati relativi al tetto degli abitanti, ho descritto le previsioni del P.D.F, del P.R.G. che prevedevano maggiori unità rispetto alle previsioni dell’attuale P.G.T e ho ribadito che fissare il tetto a 21.000 abitanti al 2016 è un segno di buon senso; consiglio la rilettura del mio articolo questo vale anche per la parte che descrive quanto dichiarato dall’estensore del piano di Cassinetta Antonello Boetti “realisticamente bisogna mettere in conto che una città abbia la necessità di nuovi insediamenti …” frase non mia, come vuole fare apparire e seppur dispiaciuto che il suo movimento è in pieno disaccordo con questa frase , ciò dimostra che l’efficacia della proposta “crescita zero” non è certezza assoluta per nessuna delle parti. In Lombardia questa scelta è stata fatta da Cassinetta di Lugagnano, Pregnana Milanese, Ozzero, Ronco Briantino e Solza questi comuni tutti sotto i 10 mila abitanti hanno caratterizzato il proprio P.G.T. con il principio del consumo zero del territorio. Ma quali contraddizioni nasconde realmente questa scelta, analizzando alcuni P.G.T. di questi comuni si nota che non si aumenta la superficie occupata rispetto al precedente strumento urbanistico ma vengono comunque considerate le aree precedentemente edificabili  come aree già edificate, di fatto si utilizzano parti libere del territorio.

Parlare di impatto zero in questo caso è come disboscare l’Amazzonia e quando non ci sono più alberi dire non taglio più niente in rispetto all’ambiente. Il Sindaco di Cassinetta Finiguerra ha risposto ad alcune domande spiegando come si fa a tenere in piedi un bilancio, rinunciando a fonti di introito così importanti? La risposta, se pur con spunti interessanti evidenzia quale difficoltà di attuazione troverebbe nel nostro bilancio Comunale. Niente staff per il sindaco, niente auto comunali, niente eventi comunali, stesura di progetti per bandi di finanziamento pubblico e privato ma emblematico è leggere che la fonte economicamente rilevante di Cassinetta deriva dai matrimoni che si possono svolgere in comune anche sino alla mezzanotte. Un’idea geniale e romantica che però si scontra con il mutuo di un milione di euro acceso per la scuola d’infanzia e coperto con l’aumento di un punto dell’ICI sui capannoni e sulle attività produttive, mondo del lavoro non sufficientemente già in difficoltà, questo comincia a fare riflettere chi deve fare scelte amministrative. Credo fortemente che ci sia la necessità di una visione strategica a medio-lungo termine dello sviluppo del territorio urbano, occorrono nuovi meccanismi urbanistici che rendano possibili anche dal punto di vista economico le operazioni di riqualificazione urbana, gli interventi di demolizione e ricostruzione e di sostituzione.

Considerando la scarsità di risorse pubbliche devono ricercarsi percorsi virtuosi con il coinvolgimento dei privati ed è necessario il passaggio da una cultura di espansione a una cultura di riqualificazione. Collega Rapetti nelle liste dell’Unione di Centro di Arese e della lista civica Arese al Centro erano presenti numerosi ragazzi che ancora oggi collaborano e partecipano alla vita della nostra sezione e del partito, lasciare spazio ad altri è l’atteggiamento che ha da sempre caratterizzato la mia vita amministrativa.  Ho sempre messo la mia faccia sui manifesti e non sono mai stato eletto con incarichi pre-confezionati ho raccolto favorevolmente quel consenso espresso dai cittadini consentendomi di sedere in Consiglio Comunale con immenso orgoglio. Caro, datore di lavoro, con meno di venti euro tassati a seduta di Consiglio non mi sento certamente un “governante” ma neppure un suo “dipendente” ma un semplice cittadino che vive ad Arese dal 1960 dove ho scelto di far vivere mio figlio, in una bella città e in una sana comunità.

Alla vostra rabbia, consiglio dell’ottima e naturale “camomilla” perché penso che per molto tempo ancora dovrete sopportarci anche all’opposizione per contrastare democraticamente quanto non condividiamo. Alle sue numerose domande e affermazioni noi dell’UDC di Arese daremo, come siamo abituati a fare, risposte con i “fatti”. Auspico a breve, una risposta positiva a FACS e centro sportivo, finalmente liberi da condizionamenti e decisioni non condivise. Daremo risposte a tutte le sue preoccupazioni poi saranno i cittadini a giudicare e decidere. Rapetti compreso. Spero che lei non mi convincerà e che lei non condividerà le mie posizioni, oltre ai giovani, lasciamo spazio ad altri di esporre le proprie idee su questo giornale, rischiamo di diventare monotoni e antipatici. Le auguro di fare un buon lavoro con il suo movimento, così anche lei, potrà sentirsi la coscienza a posto ed avrà lo sguardo rivolto al futuro come il sottoscritto.
Giuseppe Bettinardi