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“La piscina non va sistemata ma rifatta!”

20 marzo 2013 – L’Udc non condivide il piano degli interventi deliberati per la risistemazione del Centro Sportivo Davide Ancilotto e spiega il perché tramite il suo segretario cittadino Giuseppe Bettinardi: “Come segreteria, senza se e senza ma, non siamo d’accordo sulla spesa preventivata dall’amministrazione comunale per il Csda, stante la elencazione dei lavori che abbiamo letto su QuiArese in un articolo pubblicato il 13 marzo 2013 (leggi qui). Dalla delibera si evince che sono state approvate dal commissario spese per circa 2,3 milioni di euro per la manutenzione del Centro Sportivo, utilizzando le disponibilità economiche derivanti dagli oneri maturati dall’approvazione dell’Accordo di Programma per l’Area ex Alfa Romeo. Della cifra indicata, si ricorda comunque che è una previsione, ben 785 mila euro sono destinati alla piscina comunale. In via prioritaria vorremmo ricordare che la piscina data la sua realizzazione nei lontani anni settanta e che più volte l’Asl ha rilevato in passato la criticità della struttura data la vetustà, intimando alla amministrazione di produrre interventi urgenti per la messa in sicurezza della stessa”.

Non sono lavori di sistemazione quelli che l’Udc ritiene andrebbero condotti, ma sarebbe necessario costruire una nuova piscina: “Già le valutazioni a suo tempo fatte dai tecnici – spiega Bettinardi – avevano portato ad effettuare la scelta di procedere alla realizzazione di un nuovo centro natatorio. Premesso che le disponibilità economiche che si andrebbero ad utilizzare non sono risorse infinite e comunque cadute da cielo, preso atto che con una spesa di poco più del triplo oggi si può pensare a una nuova struttura natatoria moderna, siamo dell’avviso che meglio sarebbe, nell’ottica di questi interventi, individuare nella realizzazione di un nuovo impianto natatorio, il più urgente intervento da effettuare, per dare anche ad Arese una struttura competitiva rispetto alle numerose offerte allo scopo che emergono dal territorio. Ci farebbe anche piacere conoscere le valutazioni fatte dai tecnici per addivenire al licenziamento di un progetto di intervento di spesa di queste dimensioni, per valutare e raffrontare il tutto con quanto da noi descritto sopra, con la convinzione che le spese preventivate in merito alla piscina, siano veramente risorse buttate”.

Ecco quindi come dovrebbe procedere, secondo l’opinione dell’Udc, l’amministrazione comunale in merito al futuro prossimo del Centro Sportivo: “Alla luce di quanto detto – prosegue Bettinardi – invitiamo l’amministrazione a voler procedere alla messa in sicurezza delle strutture per assicurare la riapertura del Csda alla ripresa di settembre, e nel contempo a insediare un gruppo di lavoro tecnico-politico che in massimo due mesi prenda la decisione di quali sport, quali strutture, quali interventi innovativi sono necessari per rendere moderno il nostro Centro Sportivo e di conseguenza decidere definitivamente il tipo di gestione che si intende favorire. Attraverso un Bando Pubblico procedere poi all’individuazione del o dei partner con i quali stipulare convenzioni allo scopo. Soprattutto siamo dell’avviso che la riapertura del Centro Sportivo, sicuramente dopo la messa in sicurezza di quelle strutture che ne abbisognano, dovrebbe essere accompagnata da un vero e serio progetto per la gestione delle attività sportive, perché questa è la parte più importante rispetto alla funzionalità e all’offerta di un servizio così fondamentale per i cittadini aresini”.

Secondo l’Udc la lista degli interventi prioritari che dovranno essere realizzati utilizzando gli oneri a scomputo relativi all’area ex Alfa vanno comunque ben oltre il Csda: “Anche se i lavori preventivati – conclude Bettinardi – saranno effettuati dalla società Tea con interventi a scomputo degli oneri maturati dall’attuazione dell’Accordo di Programma Alfa Romeo, crediamo che le necessità urgenti della nostra comunità, da troppo tempo senza una guida politico-programmatoria, siano numerose. Per citarne alcune possiamo elencare la messa in sicurezza dei parchi cittadini (giochi e strutture fatiscenti), la cura radicale del verde, la ripiantumazione di molte piante da tempo ammalate, la sistemazione del manto stradale di molte vie della città, il ripristino dei cestini rifiuti e la sostituzione delle panchine nei vari luoghi del territorio, la verifica e l’intervento di riparazione-sostituzione della illuminazione pubblica, l’ammodernamento della segnaletica stradale e la sistemazione di alcune piste ciclopedonali con relativa potatura delle piante che ostacolano la fruizione delle stesse piste in sicurezza. Tutto ciò senza citare il problema dei Cimiteri del capoluogo e di Valera”.

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