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Seregni a Gherardi: non è una sfida

06 aprile 2012 – Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta dove il candidato della Lega Nord Massimiliano Seregni risponde a quello del centrodestra Gherardo Gheradi, che in un precedente intervento su QuiArese aveva motivato il suo no all’invito a partecipare a un’assemblea pubblica organizzata dalla Lega sul centro sportivo all’interno del centro sportivo (leggi qui).

Gentile  sig. Gherardo Gherardi,
durante in nostro incontro al banchetto di sabato scorso, lei mi aveva anticipato che non avrebbe partecipato alla serata del 12 aprile spiegandomi le sue ragioni. Oggi apprendo da QuiArese altre motivazioni contenute in una missiva che, tra l’altro, non ho mai avuto il piacere di ricevere. Non ho mai avuto intenzione di proporre “sfide”, ma ho solo  organizzato una serata all’interno del centro sportivo per dar modo a noi candidati di spiegare serenamente ai cittadini le nostre posizioni e come intendiamo affrontare la questione ed i problemi di quel luogo. Vede, la “freddezza mentale”, il “pragmatismo” che lei invoca, sono elementi che si dovrebbero già ritrovare nei programmi che oggi tutti noi candidati abbiamo proposto ai cittadini.

Del resto, anche la politica con la p minuscola è consapevole che prima di proporre qualsiasi soluzione, occorre necessariamente aver analizzato preventivamente il problema. Francamente, leggendo le sue affermazioni, mi chiedo come sia possibile anche solo pensare che presentare i nostri programmi e le nostre proposte  ai cittadini possa addirittura rischiare di “costare molto alla città”. Questo è un vero mistero ed un motivo sincero di forte preoccupazione. La “colpevole superficialità” che lei richiama nella sua missiva non è quella di invitare tutti i candidati a presentare ai cittadini le loro proposte. La vera superficialità è quella di presentarsi agli elettori senza idee concrete, senza progetti reali, senza proposte verificabili, senza reali soluzioni, senza nulla da dire. Il centro sportivo è indubbiamente un tema serio che un candidato altrettanto “serio” dovrebbe avere già analizzato con “lucidità” nel momento in cui ha deciso di candidarsi. Del resto, come giustamente evidenzia anche lei nel suo intervento, il futuro del centro potrebbe essere “compromesso da passi sbagliati”.  Tuttavia le  rammento che quei “passi” li dovrà fare il futuro sindaco di Arese che, guarda caso, verrà scelto da 15.000 cittadini tra 7 candidati. E se mi consente, i cittadini, prima di votare, hanno il diritto di sapere cosa il futuro sindaco intende fare in loro nome e per loro conto. Questa non è politica, non inizia con la p (minuscola o maiuscola che sia), ma si chiama Democrazia ed inizia sempre con la D. Le allego anche la risposta del Presidente dimissionario di Fondazione (leggi qui) che,  come vedrà, auspica una forte partecipazione dei cittadini. Forse lei non mi conosce, ma  le assicuro che non ho alcuna intenzione  di sciupare una preziosa occasione per fare chiarezza solo per puerili fini elettorali. Infine, in merito alla sua poco velata accusa di muovermi speculando su  “bassi istinti””, mi creda: non ho parole.
Cordiali saluti.
Massimiliano Seregni

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