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Seregni, Corniani e la sede delle associazioni

18 marzo 2013 – Massimiliano Seregni e Alessandro Corniani proseguono con le loro video-inchieste e questa volta propongono un servizio su un immobile sito in via Gramsci 63 (frazione Torretta) che era stato conferito al Comune di Arese nell’ambito del piano di recupero della Torretta, deliberato in consiglio comunale nel 2005. Il locale, che risulterebbe già attrezzato, avrebbe dovuto essere destinato alle associazioni, ma dal 2011, data di ultimazione dei lavori, a oggi sembrerebbe non essere mai stato utilizzato. Mentre per le associazioni, nell’ambito dell’Adp, è prevista una nuova sede da realizzarsi all’interno del Centro Sportivo per una spesa superiore ai 600 mila euro. La domanda che quindi si pongono Seregni e Corniani è perché lo stabile di proprietà comunale di via Gramsci 63 non sia mai stato affidato a nessuno e perché le associazioni, per trovare ulteriori spazi, dovranno aspettare la costruzione della una nuova sede che arriverà nell’ambito degli interventi previsti nell’Adp (per vedere la video-inchiesta clicca qui).

A margine del nuovo lavoro realizzato con Corniani, Seregni è anche intervenuto sui temi in questi giorni al centro del dibattito, rivolgendo ai politici locali l’accusa di cavalcare le notizie fintanto che queste sono sulle prime pagine, salvo poi dimenticarsene quando l’attenzione si sposta su altri temi: “Arese – dice Seregni – soffre da tempo di una strana sindrome che coinvolge il dibattito e la cronaca: una sorta di cronica incapacità di analizzare e risolvere realmente i problemi. Appena viene sollevata una questione tutti si concentrano; poi, dopo poco, la notizia passa in secondo piano, ma il problema ovviamente rimane irrisolto, e tutti si occupano di altro. E questo senza mai riuscire realmente a risolvere nulla. E così tutto si trascina inesorabilmente in proclami, annunci, posizioni prive di ogni contenuto, utilità e razionalità”.

A Seregni non mancano gli esempi, a cominciare dal Piano della Viabilità: “Recentemente – dice – questo è avvenuto con il problema della viabilità. Qualcuno, non diciamo chi, lancia l’allarme, tutti si schierano contro le decisioni assunte dal Comune, pochi presentano soluzioni, la questione diventa una priorità per tutti fino a quando, invece di elaborare soluzioni condivise per risolvere seriamente la questione che interessa tutti, ci si accontenta di un comunicato dove il commissario informa che per il collegio di vigilanza dell’Adp saranno possibili modifiche. Tuttavia, nelle pieghe del comunicato non si considera che tali modifiche saranno possibili con un limite ben preciso. Ossia non si potrà far venire meno il presupposto di garantire la realizzazione e la funzionalità degli assi viari in fase di studio e progettazione e in particolare quelli in studio e progettazione presso l’amministrazione Provinciale e relativi all’area vasta di riferimento. Cosa significa questo passaggio? Quali sono realmente i margini di manovra in presenza di tale limite? Ovviamente ne ridiscuteremo quando sorgerà il problema, quando ci sentiremo dire: caspita, ma non l’avevamo capito. Nel comunicato viene anche riferito che le opere indicate nel documento presentato dal Comune di Arese verranno progettate e avviate prima dell’apertura del nuovo centro commerciale previsto nel sub-ambito c1/b dell’AdP, secondo un cronoprogramma concordato fra il Comune stesso e la Soc. TEA entro il 30.9.2013. Oggi tutti sono felici in quanto il termine è fissato a settembre. Tuttavia nessuno si preoccupa che è stato previsto che le opere dovranno solo essere progettate ed avviate, e non anche concluse, prima dell’apertura del nuovo centro commerciale. Un particolare di non poco conto se si considera il disastro accaduto a Rho-Pero in seguito all’apertura della Fiera senza prima aver concluso le opere di viabilità. Ma anche di questo ne parleremo solo a cose fatte”.

Un altro tema, più recente, è quello del Centro Sportivo e del suo affidamento: “La viabilità – dice Seregni – è stata presto dimenticata, pur se rimane un problema, e l’attenzione si è spostata su altro: ancora una volta sul centro sportivo e sul bando per la sua gestione.  Anche su quel tema tutti hanno detto tutto ed il contrario di tutto: bandi Europei, Coni, suddivisione in ambiti eccetera. Proposte che non hanno fatto altro che illudere le associazioni locali. Promesse di soluzioni a loro comode e favorevoli. Proposte che, come ovvio e naturale, oggi si dimostrano prive di senso. Proposte che non hanno fatto altro che impedire alle associazioni di organizzarsi, di prepararsi per poter arrivare con le carte in regola all’appuntamento storico dell’affidamento della gestione del centro sportivo comunale. Nel mese di gennaio, mentre il problema non era all’ordine del giorno, segnalavo cosa sarebbe accaduto e invitavo le associazioni ad organizzarsi per tempo (leggi qui). Rileggendo quel mio intervento alla luce del provvedimento adottato dal commissario si ritrova la conferma che  ad Arese serve concretezza e razionalità. E questo per un semplice motivo: a proporre cose prive di logica si rischia di far perdere grandi occasioni a tutti. Oggi chi rischia il proprio futuro sono le genuine associazioni sportive e la responsabilità da ritrovare anche in questo sistema superficiale di analizzare i problemi”.

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