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Un consiglio comunale al calor bianco

24 novembre 2011 – Nel consiglio comunale di martedì scorso ancora sassolini nelle scarpe. Ma questa volta sono della giunta nei confronti delle opposizioni, in particolare del Pd e della Lega e risalgono a interventi fatti nel corso dei consigli del 10 novembre e 18 ottobre. La reprimenda più dura è arrivata, come già fatto intendere durante il consiglio del 10, al Pd e al suo consigliere Enrico Ioli, al quale vengono contestate una serie di frasi pronunciate nel corso suo intervento sul protocollo di intesa per la lotta alla criminalità organizzata. Frasi che la presidente del consiglio comunale Paola Papagno definisce “diffamatorie” e “infondate e non provate da riscontri oggettivi ma basate solo su un mero processo alle intenzioni”. I passaggi contestati a Ioli sono questi: “Se fossi un assessore prenderei questo protocollo e ne farei una vera check-list da verificare prima di ogni appalto pubblico, di ogni incarico professionale o di nomina, di ogni decisione da prendere sulla organizzazione interna degli uffici comunali” e “… come sia stato possibile, per esempio, pensare di affidare opere pubbliche per milioni di euro, Centro Sportivo, Casa di Riposo, nuovo municipio, biblioteca, senza contestualmente alzare al massimo il livello di vigilanza contro la criminalità organizzata?”.

La giunta ha preso queste frasi come un attacco diretto a se stessa ma anche ai funzionari comunali, tanto che nel testo, oltre a ricordare una serie di delibere sulla criminalità organizzata, si dice “Siamo inoltre sicuri della professionalità e dell’integrità morale dei nostri collaboratori amministrativi sempre vigili e ossequiosi delle procedure normative in materia di appalti ed individuazione dei relativi affidatari, e pertanto ci sembra quanto meno fuori luogo nell’ambito di una dialettica politica un loro coinvolgimento”. Tolto il primo sassolino, la presidente Papagno è passata al secondo, e oggetto della sua comunicazione è stato l’intervento fatto dal capogruppo leghista Enzo Bortolotti al consiglio comunale del 18 ottobre. In questo caso la frase contestata è questa: “E’ stato anche imbarazzante leggere l’appello che anche Lei, presidente super-partes del consiglio, ha firmato e che era diretto ai sostenitori del Pdl, agli amici, parenti, vicini di casa per essere presenti qui oggi e per trasformare questo consiglio in una curva di tifoseria da stadio, proprio lei che aveva inveito contro il pubblico durante l’ultimo consiglio comunale, che aveva addirittura apostrofato alcuni cittadini di Arese intervenuti, dicendo loro di vergognarsi”. La Papagno, negando “di aver mai sottoscritto un documento a cui si fa riferimento” chiede al consigliere Bortolotti “l’esibizione dello stesso al fine di eventuali e necessarie verifiche a tutela dei miei diritti”. Rifacendosi poi all’articolo 59 del Regolamento, la presidente del consiglio sostiene che è preciso dovere della sua funzione quello di disciplinare il comportamento del pubblico in aula quando questo si fa offensivo o disturba lo svolgimento dei lavori.

Il terzo sassolino è, invece, del capogruppo Udc Gino Perferi, che presenta un’interrogazione che chiede chiarimenti sul fatto che alcuni consiglieri comunali, iscritti all’Uniter, avrebbero fatto propaganda politica durante un’assemblea dell’associazione e che un iscritto all’Uniter avrebbe sottoposto ai partecipanti all’assemblea moduli per la raccolta di firme per la richiesta di dimissioni del sindaco. Nella sua interrogazione Perferi chiede di verificare queste informazioni e, un po’ minacciosamente, domanda anche, qualora fossero confermate, quali misure intende adottare l’Amministrazione nei confronti di Uniter che beneficia del patrocinio oneroso del Comune di Arese. La controffensiva della maggioranza alza, quindi, ulteriormente il livello dello scontro politico ed è difficile immaginare che questa situazione possa alla fine portare a qualcosa di buono per Arese.

Oltre a questo, resta da dire che, in apertura di assemblea, il vicesindaco reggente Carlo Giudici aveva fatto il punto sulla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il sindaco Fornaro e sulle anticipazioni fatte settimana scorsa dalla Prealpina (e riprese anche da altri, tra cui noi) in merito al fatto che la magistratura avrebbe richiesto il giudizio immediato per Fornaro. A questo proposito Giudici ha letto un documento del collegio difensivo del sindaco che qui riportiamo integralmente:

Egr. Consiglio Comunale,
Così come richiestoci dal Sindaco, reggente, Sig. Giudici Carlo e dal Presidente di detto Consiglio Comunale Sig.ra Papagno Paola  vi informiamo che alla data odierna (martedì 22 novembre, ndr) e precisamente sino alle ore 18,00 a noi Avvocati ed al nostro assistito non è stato notificato nessun tipo di provvedimento ne tantomeno  una richiesta  di rinvio a giudizio già oggetto in questi giorni di notizia su alcuni organi d’informazione.
Quanto sopra per chiarire la situazione ed informare tutti che il Sig. Fornaro Gianluigi è fiducioso che la magistratura arrivi a stabilire la sua totale estraneità a fatti delittuosi contestati.
Cordialmente
Avv.ti Franco Gandolfi e Giovanni Congi

Per verificare la notizia riportata dalla Prealpina, sarà però necessario attendere ancora qualche giorno, perché il codice di procedura penale non prevede che la difesa venga necessariamente informata di una richiesta di giudizio abbreviato e che tale notifica vada data solo se la richiesta viene approvata.

Ah, dimenticavamo, in tutto questo è stato anche approvato l’assestamento del bilancio, che si chiude con numeri positivi, con i voti favorevoli di maggioranza e Lega Nord, quelli contrari del Pd e l’astensione degli indipendenti Delmonte ed Evangelista. In quest’ultimo caso un voto politico, visto che il bilancio in questione è quello che porta la firma dell’ex assessore Seeber che fa parte della corrente Pdl di Evangelista.