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Un sondaggio su come voteranno gli aresini

21 marzo 2013 – Come alcuni dei nostri lettori ricorderanno, a fine dicembre la società aresina Marketing & Telematica aveva condotto un’indagine telefonica a campione sull’orientamento dei nostri cittadini per le prossime elezioni amministrative e noi avevamo acconsentito a pubblicare i risultati una volta che questi fossero stati elaborati (e comunque dopo le elezioni politiche di febbraio). Naturalmente le domande non vertevano sulle specifiche intenzioni di voto degli intervistati ma avevano lo scopo di delineare la tendenza macroscopica e come l’aresino avesse vissuto l’esperienza, traumatica per la città, di una giunta rimasta in carica per poco più di un mese. In questo contesto si è anche cercato di analizzare se gli elettori di Arese imputassero il fallimento della giunta Ravelli al fatto che questa fosse espressione non di un classico partito politico ma di una lista civica. Ecco quindi, con ordine, cosa è emerso dal sondaggio di Marketing & Telematica. Prima di presentare i dati è comunque bene ribadire che le rilevazioni risalgono a dicembre e sono quindi precedenti alle ultime elezioni politiche, il cui risultato potrebbe avere in parte fatto cambiare idea a qualcuno.

La prima domanda riguardava il fatto se l’intervistato avesse o meno votato nel 2012 e un 87 per cento del campione, composto da circa mille persone, ha risposto di si. L’80 per cento di loro ha poi confermato che tornerà sicuramente alle urne anche alle prossime amministrative mentre un 16 per cento ha dichiarato di non avere ancora deciso. Alla domanda se si pensa di confermare o cambiare il proprio voto, il 37 per cento ha affermato che lo confermerà mentre il 7 per cento che lo cambierà di sicuro. A dicembre, quindi, la maggioranza degli intervistati (56 per cento) era ancora indecisa su come voterà a maggio.

L’analisi ha poi cercato di comprendere se le vicende dello scorso anno abbiano o meno penalizzato le liste civiche e i risultati farebbero pensare che, in linea di massima, queste potrebbero trovare ancora il loro spazio. Mentre un 37 per cento dei contatti ritiene, infatti, che le liste civiche non possano essere assolutamente la soluzione dei problemi di Arese, c’è un 24 per cento che pensa di si e un 37 per cento che afferma di non saperlo dire con certezza. Le liste civiche risultano però penalizzate, rispetto ai partiti tradizionali, nelle intenzioni di riconferma del voto. Un dato che probabilmente si spiega con il fatto che l’elettore dà il suo voto a una lista civica non ideologicamente ma in funzione del candidato che questa presenta (e a oggi nessuna lista civica ha reso noti i propri candidati), mentre il partito tradizionale può sempre contare su una base di voti consolidata e che segue il voto nazionale. A livello numerico il 53 per cento di chi aveva votato un partito voterà nuovamente un partito, il 4 per cento cambierà e il 43 per cento è ancora indeciso. Questi numeri, per le liste civiche, diventano rispettivamente il 26 per cento, il 13 per cento e il 61 per cento. Dati che potrebbero cambiare radicalmente una volta noti i candidati, se questi saranno in grado di attrarre il gradimento degli indecisi.

Per chiudere il capitolo liste civiche, agli intervistati è stato chiesto come le percepissero in generale e la maggioranza degli aresini, il 53 per cento, vorrebbe che queste si ripresentassero alle elezioni, pur se rinnovate nei candidati (da notare che questo dato sale al 68 per cento se si tiene conto solo di coloro che già nel 2012 avevano votato per una lista civica). Il 22 per cento del campione ritiene la loro presenza importante, anche se pensa che dovrebbero in qualche modo condividere il percorso con i partiti. Solo il 25 per cento degli intervistati, infine, ha un giudizio completamente negativo delle liste civiche: per il 10 per cento hanno polverizzato il quadro politico aresino mentre un 15 per cento pensa che fossero una proposta priva di prospettive. Da notare che i risultati ottenuti nel sondaggio dalle liste civiche risultano anche influenzati dal campione degli intervistati, la maggior parte del quale (52 per cento) ha dichiarato che nel 2012 aveva votato per un partito mentre solo il 30 per cento per una lista civica (il restante 18 per cento ha preferito non dichiararlo).

Ma come dovrà essere il candidato sindaco per piacere agli aresini? Innanzi tutto gli elettori della nostra città a grande maggioranza non hanno una preferenza di sesso (83 per cento) mentre il 13 per cento vorrebbero un candidato donna e il 3 per cento un candidato uomo. Sono poi state proposte quattro caratteristiche per le quali si è chiesto di esprimere una valutazione di importanza con un voto da 1 (non importante) a 5 (importante) e questo è il ritratto del candidato ideale (tra parentesi si riporta per prima la percentuale di chi ha espresso un 5 seguita dai 4, 3, 2 e 1): deve essere aresino (47,5, 13,6, 12,4, 9,1 e 17,4 per cento), preferibilmente dovrebbe avere già avuto esperienze amministrative (38,8, 14,5, 21,5, 7,4 e 17,8 per cento), dovrebbe essere un volto nuovo (34,4, 12,9, 27,8, 13,3 e 11,6 per cento) e deve necessariamente presentare la sua squadra di governo prima delle voto (66,0, 16,2, 5,8, 5,4 e 6,6 per cento).

L’ultima domanda riguardava, infine, quella che dovrà essere la priorità del nuovo sindaco e le alternative proposte erano tre specifiche e una generica, da scegliere nel caso si pensasse che l’argomento più importante per Arese non fosse tra quelli proposte nella domanda. La percentuale maggiore del campione ha identificato nella riqualificazione dell’area ex Alfa la priorità di Arese (33,3 per cento), seguita a breve distanza dal centro sportivo (31,6 per cento). Al terzo posto si sono collocati i problemi ambientali e l’inquinamento (19,2 per cento) mentre il 15,9 per cento del campione pensa che la priorità non sia tra quelle proposte.

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