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La “guerra tra poveri anziani e poveri giovani” giova solo a egoisti e negazionisti

09 novembre 2020 –  In questi ultimi giorni, anche a seguito dell’affermazione superficiale di un politico, anche sui gruppi social aresini si è sviluppato il confronto su “anziani” e “giovani”. Forse per un po’ di conflitto d’interesse tra età ed esperienze vissute, mi si permetta di esprimere alcune riflessioni.

Si dice che gli anziani non contribuiscono alla crescita del PIL e poi ci si ricorda che, in fin dei conti, non sono così di “spreco”, visto la crisi in atto, la disoccupazione e cassa integrazione, coppie in difficoltà, bambini da affidare, pratiche da sbrigare, provviste da comprare e l’elenco può essere infinito…Si dice che si ammalano e “pesano” sulle spese sanitarie, occupano letti che potrebbero essere per altri, senza pensare che per anni governi di vari colori hanno ridotto i fondi per la salute al lumicino, evitato assunzioni di medici e personale, fatto spese in apparecchiature che spesso vediamo abbandonate, ancora imballate, in corridoi o sotterranei degli ospedali, ridotti i presidi in località disagiate e fatto accorpamenti strani, pagando a peso d’oro medicinali e attrezzature attraverso trafile di percorsi, a dir poco, strani…Si dice che si godono la pensione come se non avessero lavorato, molti duramente e in lavori logoranti, per decenni o versato contributi, poi ci si accorge che ogni tanto qualche “regalo” in euro questi pensionati lo versano a figli o nipoti. E questo “ogni tanto” in molte famiglie significa anche mensilmente…

Si dice che passano il tempo a guardare i cantieri senza pensare che forse guardano con occhio esperto, critico e suggerimenti a costo zero, poiché cantieri ne hanno visti tanti negli anni del dopoguerra e nei ’60 del boom e quelli non erano cantieri infiniti, bloccati da interessi politici, malavitosi e burocrazia … E poi, guardandoci intorno, scopriamo tanti “vecchi” ancora lucidissimi, che raccontano la storia di questo matto Paese, che danno consigli, che guidano aziende importanti e istituzioni con professionalità e saggezza.

Si dice che vanno in vacanza, senza sapere che molti anziani le prime vacanze le hanno fatte già da adulti e non avevano girato il mondo già da adolescenti. Al diploma o alla laurea avevano, se andava bene, una pacca sulle spalle ma non l’auto fiammante. Spesso i genitori, con tono severo, dicevano: “Ti ho fatto studiare per il tuo futuro, facendo grossi sacrifici, il regalo che ti facciamo è che tu sappia gestire la tua cultura per traguardi importanti”… Si dice che hanno comprato casa, non tutti in verità, ma quando lo hanno fatto, spesso sono riusciti solo al momento della liquidazione, dopo aver lavorato una vita col sogno di lasciare quattro mura ai propri figli… Si dice che anche gli anziani ormai sono in un Paese al “top”, che hanno conosciuto il mondo girando con i “low cost”, navigando tra siti e “social”, facendosi affascinare da “influencer”, lavorando in “smart working”, vivendo in “smart city”, guardando “smart tv”, scrivendo col “tasto T9” che ci stravolge i concetti, facendo le “video call” che mostrano amici e parenti dal volto reale che, specie al primo mattino, sono sosia degli “Addams”, conversando con figli nell’altra stanza col “Whatsapp”, mostrandosi su “Instagram” in tutte le posizioni, “chattando” su “Messenger” anche quando sarebbe necessario stare zitti … Forse non si pensa che gli anziani sono, molto spesso, soli se non abbandonati in qualche sasa di riposo …

Si dice che hanno vissuto in anni tranquilli e, in parte è vero, ma sono stati anche anni di terrore o di lotte e di conquiste nel nome di quella democrazia per cui combatterono i loro padri e seppero ribellarsi a leggi assurde, agevolando gli studi ai meno abbienti come nei moti del ’68, conquistando scelte per il divorzio, l’aborto, il voto per le donne e la vittoria per i loro diritti, all’uguaglianza delle persone. E ancora c’è tanto cammino da fare …

I giovani, oggi, dove sono? Molti sono seri studenti, lavoratori, volontari e, nel silenzio, percorrono la strada della speranza e del futuro. Alcuni organizzano movimenti che, purtroppo, subito vengono ingoiati da logiche di partiti oppure si sciolgono come il ghiaccio. Molti, invece, soffrono per il mancato happy hour, per i viaggi saltati, per la moto chiusa in garage, per la movida andata buca, per le camicie non ben stirate dalla mamma o la paghetta limitata dal papà oppure per non aver trovato a tavola il piatto preferito … Vedo assuefazione al malgoverno da molti anni ormai, non sento grida, non richieste, solo lamentele…

Scusate lo sfogo. Dimenticavo: questa “guerra tra poveri anziani e poveri giovani” cresce nel favore di chi, all’avanzare di una pandemia atroce si pavoneggia nel suo egoismo, nel negazionismo, nel rifiuto a portare una mascherina o stare tranquillo in casa a fare progetti per il futuro. E chi abbiamo eletto, di qualsiasi partito, vivacchia, tiene o aspira alla poltrona, raccontandoci tanti bla bla bla, un giorno bianchi, un giorno neri, portandoci nella più totale confusione. Ecco: spero che tutto questo non porterà i giovani alla rassegnazione e gli anziani su carri bestiame diretti in campi di raccolta della “RAZZA degli INUTILI”.

Rubrica a cura di Francesco Gentile

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